World Press Photo 2025 | Galleria Modernissimo (ex Sottopasso di Piazza Re Enzo)

Una selezione degli scatti in concorso all’ultima edizione del World Press Photo, il più prestigioso concorso di fotogiornalismo del mondo. A questa 68a edizione hanno partecipato 3.778 fotografi di 141 paesi, per un totale di 59.320 fotografie, suddivise nelle sei regioni in cui sono state scattate (Africa, Asia, Europa, Nord e Centro America, Sud America, Sud-Est Asiatico e Oceania) e in tre categorie (‘Foto singole’, ‘Storie’, ‘Progetti a lungo termine’).

Le foto vincitrici, selezionate da una giuria internazionale valutando sia la storia raccontata sia la loro forza visiva, sono raccolte in una mostra itinerante che viaggia in molti paesi del mondo, oltre a essere pubblicate in un volume tradotto in più lingue.

Biglietteria & Orari

I biglietti sono acquistabili sia online sia al Bookshop della Cineteca di Bologna (sotto il Voltone di Palazzo Re Enzo). Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura della mostra.

Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì 14.00 – 20.00
Sabato, domenica e festivi 10.00 – 20.00
Ultimo accesso: ore 19
Martedì chiuso
* straordinariamente aperta martedì 4 novembre

Intero: 14€ 
Ridotto Amici Cineteca: 11€ *
Ridotto Studenti UniBo: 7€ 
Ragazzi 7-17 anni: 7€
Bambini 0-6: gratuito

Il biglietto consente l’accesso agli spazi della Galleria Modernissimo e include la visita alla mostra PASOLINI. Anatomia di un omicidio e GEORGES SIMENON. Otto viaggi di un romanziere.

* Possessori delle tessere Cineteca, Card Cultura, Carta Effe Feltrinelli, soci Coop Alleanza 3.0, clienti Unicredit, Touring Club, abbonati Tper, possessori biglietti Trenitalia Tper Bologna, possessori tessera Biblioteche, Alliance Française

Accessibilità

A fine giugno 2024, con l’inizio della trentottesima edizione del festival Il Cinema Ritrovato, inaugurato il nuovo acceso agli spazi del Cinema Modernissimo e alla Galleria espositiva Modernissimo: attraverso la “Pensilina”, collocata al centro di Piazza Re Enzo, è possibile accedere scendendo le scale o utilizzando l’ascensore.

Le persone con disabilità motoria e sensoriale possono usufruire di un servizio di accompagnamento ai locali scrivendo all’indirizzo biglietteriamodernissimo@cineteca.bologna.it o telefonando al numero 051 2194150.


Incontri e workshop

In occasione della mostra del World Press Photo 2025, ci saranno incontri e workshop con fotografi e professionisti del mondo della fotografia di fama internazionale, al Cinema Modernissimo (ingresso libero) e presso la sede di IMAGE (via delle Belle Arti, 19).

  • Domenica 19 ottobre, ore 12:00 – Talk gratuito con Lorenzo Tugnoli, Cinema Modernissimo
  • Sabato 1 novembre, ore 12:00 – Talk gratuito con Fulvio Bugani, Cinema Modernissimo
  • Domenica 2 novembre, ore 10:00 – Workshop con Fulvio Bugani, Foto IMAGE
  • Sabato 8 novembre, ore 18:00 – Talk gratuito con Musuk Nolte, Cinema Modernissimo
  • Domenica 9 novembre, ore 10:00 – 17:00 – Workshop  con Musuk Nolte, Foto IMAGE
  • Sabato 15 novembre, ore 12:00 – Talk gratuito con Antonio Faccilongo, Cinema Modernissimo
  • Domenica 16 novembre, ore 10:00 – 17:00 – Workshop con Antonio Faccilongo, Foto IMAGE
  • Sabato 22 novembre, ore 18:00 – Talk gratuito con Daniel Chatard e Aliona Kardash, Cinema Modernissimo
  • Domenica 23 novembre, ore 10:00 – 17:00 – Workshop on Daniel Chatard e Aliona Kardash, Foto IMAGE
  • Sabato 29 novembre, ore 18:00 – Talk gratuito con Monika Bulaj, Cinema Modernissimo
  • Domenica 30 novembre ore 10:00 – 17:00 – Workshop con Monika Bulaj, Foto IMAGE

In copertina:

World Press Photo 2025

in mostra al Modernissimo

Fellini at Work | Tazio Secchiaroli racconta Fellini

Re-Use With Love Odv, in collaborazione con Photology, presenta la mostra fotografica TAZIO SECCHIAROLI RACCONTA FELLINI – FELLINI AT WORK, a cura di Giovanna Bertelli, storica della fotografia, docente accademica e curatrice dell’archivio di Tazio Secchiaroli.

La mostra sarà aperta al pubblico presso la Centrale Re-Use With Love - Giardini Margherita di Bologna.

  • dal 7 al 9 novembre dalle ore 15 alle ore 19
  • dal 10 novembre al 30 dicembre 2025 solo su appuntamento scrivendo a eventi@reusewithlove.org

L’esposizione si inserisce nelle celebrazioni per il centenario dalla nascita di Tazio Secchiaroli (1925–1998), figura fondamentale del fotogiornalismo del Novecento e testimone privilegiato del mondo del cinema italiano.

La mostra rientra come prima iniziativa della Rassegna “L’Arte che aiuta”, a cura di Re-Use With Love Odv, dedicata a sostenere progetti benefici del territorio e che si protrarrà per tutto il 2026.

Photology destinerà parte del ricavato a sostegno delle iniziative promosse dall’associazione, contribuendo così concretamente agli obiettivi solidali della rassegna.

Re-Use With Love Odv conferma il proprio impegno per la valorizzazione dell’arte, della memoria e della bellezza in tutte le sue forme, promuovendo un accesso inclusivo alla cultura dedicato anche alla solidarietà.

La mostra è sostenuta e promossa dal Settore Cultura e Creatività del Comune di Bologna.

LA CENTRALE RE-USE WITH LOVE

Nel 2019, grazie a un bando pubblico del Comune di Bologna, Re-Use With Love ODV ha raccolto una nuova e stimolante sfida: la gestione e la riqualificazione della ex Centrale Elettrica dei Giardini Margherita. Attraverso un importante intervento di recupero edilizio, sostenuto dalle risorse raccolte negli anni tramite campagne di fundraising, l’Associazione ha restituito alla città uno spazio rigenerato e vivo: la Centrale Re-Use With Love.

Oggi la Centrale è sede operativa dell’Associazione e ospita esposizioni, laboratori, eventi culturali e solidali, diventando un punto di riferimento per la cittadinanza. Con la presentazione di questa mostra, Re-Use With Love Odv rinnova il proprio impegno nella valorizzazione dell’arte, della memoria e della bellezza in tutte le sue forme, promuovendo un accesso alla cultura aperto, inclusivo e ispirato ai valori della solidarietà.

PHOTOLOGY e LA MOSTRA

Photology, fondata nel 1992 da Davide Faccioli, è una delle realtà italiane più significative nel campo della fotografia d’arte contemporanea, promuove da oltre trent’anni la conoscenza e la diffusione della fotografia come linguaggio artistico e culturale.

Nel corso degli anni, Photology ha collaborato con alcuni tra i più importanti fotografi del Novecento e contemporanei — tra cui Ansel Adams, Diane Arbus, Luigi Ghirri, Helmut Newton, Cindy Sherman, Richard Avedon, Sebastiao Salgado e Andy Warhol — costruendo una rete di relazioni internazionali e un patrimonio di esperienze che hanno contribuito alla valorizzazione della fotografia d’autore. Con la mostra “TAZIO SECCHIAROLI RACCONTA FELLINI – FELLINI AT WORK”,  rinnova il proprio impegno nella divulgazione della cultura fotografica, presentando un percorso espositivo che unisce arte, memoria e innovazione.

Il progetto espositivo propone una selezione di quarantasei stampe fotografiche vintage prints, provenienti dall’archivio personale di Tazio Secchiaroli e acquisite da Photology nel 1996, pochi anni prima della scomparsa del fotografo.

Le opere esposte sono tutte originali d’epoca, stampate durante le riprese dallo stesso autore sui set dei film più iconici di Federico Fellini: 8½, Satyricon, Amarcord, La città delle donne e in alcuni momenti privati. Ogni opera è timbrata, annotata e firmata dall’autore Tazio Secchiaroli, rendendo la collezione non solo preziosa dal punto di vista artistico, ma anche storicamente autentica.

I formati delle opere variano tra il 18×24 cm e il 30×40 cm, offrendo un percorso visivo immersivo tra backstage, prove.

Cineteca di Bologna, in questa occasione sosterrà l’iniziativa con la proiezione speciale del film 8½ di Federico Fellinisabato 8 novembre alle ore 19.30, presso il Cinema Modernissimo.

Si ringraziano: Azienda Planeta – Azienda La Battagliola – Matteuzzi Arredamenti.

UN FOTOGRAFO, UN’EPOCA

Tazio Secchiaroli nasce a Roma il 25 novembre 1925, nel quartiere popolare di Centocelle. Di umili origini, perde il padre in giovane età e abbandona la scuola per contribuire al sostentamento della famiglia. Una zia gli regala la sua prima macchina fotografica e, da quel momento, la sua vita cambia.

Inizia fotografando amici e vicini nel suo quartiere, per poi trasformarsi, nel dopoguerra, in fotografo ambulante per le strade del centro.

Grazie all’incontro con Sergio Strizzi e poi con l’agenzia V.E.D.O., si avvicina al mondo del fotogiornalismo romano e diventa allievo e amico di Adolfo Porry Pastorel, pioniere della fotografia d’attualità italiana. Nel 1955 fonda l’agenzia Roma Press Photo, con la quale documenta ogni aspetto della vita italiana dell’epoca: politica, manifestazioni, pellegrinaggi, scandali, mondanità.

La svolta arriva nel 1958, quando è il primo a immortalare le notti scatenate di Via Veneto, rivelando al mondo l’atmosfera intensa, ambigua e seducente di una Roma che stava diventando simbolo di un’intera epoca. Le sue immagini di divi inseguiti, litigi da rotocalco, spogliarelli improvvisati e scatti rubati fanno scuola. Nasce la “fotografia d’assalto”. Nasce il “paparazzo”. E proprio da Secchiaroli prende ispirazione Federico Fellini per creare il personaggio del fotoreporter in cerca di scandali in La Dolce Vita.

SECCHIAROLI E FELLINI: UN DIALOGO VISIVO

Dal primo incontro con Fellini nasce un sodalizio durato vent’anni. Il regista lo chiama come fotografo di special sui set dei suoi film. Con Secchiaroli cambia il ruolo stesso del fotografo cinematografico: non più semplice documentatore, ma autore di immagini narrative, capace di restituire l’atmosfera emotiva e poetica del lavoro felliniano.

Secchiaroli fotografa non solo il set durante le riprese, ma anche l’atmosfera del backstage con le pause, le attese, le prove e tutto quello che è la vita dietro lo schermo. Le sue immagini raccontano non solo il cinema, ma anche l’umanità profonda di Fellini, il suo metodo di lavoro, la sua fantasia visiva, la relazione con gli attori, la complicità con i tecnici, la teatralità delle scenografie. Il risultato è un archivio visivo di inestimabile valore, in cui si fondono documentazione storica, estetica e visione d’autore.

Un “fellinisecchiaroli” bifronte, in cui la fotografia esalta il cinema e il cinema trasfigura la fotografia.

In copertina:
Fellini At Work
photo Tazio Secchiaroli used by permission – © David Secchiaroli / Courtesy Photology

Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell'età dei Carracci | Museo Civico Medievale

Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell'età dei Carracci, a cura di Vera Fortunati, è la prima mostra monografica su Bartolomeo Cesi, che riscopre una figura chiave della pittura bolognese tra Cinque e Seicento, molto nota negli ambienti accademici, ma ancora poco conosciuta al grande pubblico.

Il pittore è autore principalmente di dipinti a soggetto religioso, destinati a restare all’interno delle mura di chiese e conventi. Nell’era dell’iper-informazione, le sue opere si fanno specchio dell'esigenza moderna di ritrovare se stessi, offrendo un percorso di interiore riscoperta, vera eredità lasciata da questo "pittore del silenzio".

Infatti Cesi sviluppa un linguaggio originale, fatto di figure immobili e solenni, ritmate da colori squillanti e collocate in paesaggi solitari di sublimato naturalismo: una pittura alternativa a quella radicalmente innovativa dei Carracci, tesa allo studio diretto del naturale e del “vivo”.

Oltre 30 opere, tra dipinti, disegni e monumentali pale d’altare, ricostruiscono al Museo Civico Medievale l’evoluzione artistica di questo pittore, mentre nelle sale recentemente riallestite della Pinacoteca nazionale di Bologna si possono ammirare altre opere sue e degli artisti a lui contemporanei.

In occasione della mostra sono stati restaurati alcuni dipinti, per permettere di apprezzare appieno la qualità di un pittore che venne preso ad esempio anche dal celebre Guido Reni.

Il carattere diffuso dell’esposizione rende anche accessibili opere in chiese e altri luoghi cittadini, permettendo al grande pubblico di comprendere l’importanza del ruolo che l'artista svolse nel suo tempo. In particolare, grazie alla realtà virtuale si può rivedere integralmente il ciclo dipinto da Cesi all’interno della Cappella di Santa Maria dei Bulgari nel Palazzo dell’Archiginnasio, perduto in seguito a un bombardamento nel 1944.

La pittura di Cesi, che spinge l’osservatore verso una dimensione sospesa e contemplativa, continua a parlare anche a noi. Le sue immagini, nate per supportare percorsi di spiritualità, invitano al raccoglimento e alla riflessione.


La mostra è promossa da Comune di Bologna - con i Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici e la Biblioteca comunale dell’Archiginnasio del Settore Biblioteche e Welfare culturale - e Arcidiocesi di Bologna e organizzata nel contesto del Giubileo 2025 promosso dal Dicastero per l’Evangelizzazione.

Con la partecipazione di: Musei Nazionali di Bologna - Direzione Regionale Musei nazionali Emilia-Romagna.
Main partner: Gruppo Hera. Sponsor: Reale Collegio di Spagna.

In collaborazione con: Fondo Edifici per il Culto, Fondazione Bologna Welcome, Padri Passionisti Bologna, Tper.

Con il contributo di: Ascom Confcommercio BolognaProfilati S.P.A.Rotary eClub 2072Fondantico di Tiziana Sassoli.

Con il patrocinio di: Regione Emilia-RomagnaAlma Mater Studiorum - Università di Bologna | Dipartimento delle Arti.

Museo Civico Medievale - Via Manzoni, 4 - Bologna

Michelangelo e Bologna | Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni

In occasione del 550° anniversario della nascita di Michelangelo Buonarroti (1475-1564), nelle storiche sale di Palazzo Fava apre al pubblico il 14 novembre 2025, fino al 15 febbraio 2026, la mostra Michelangelo e Bologna, un importante progetto espositivo promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, nell’ambito del progetto culturale Genus Bononiae, e prodotto da Opera Laboratori.

L’esposizione, curata da Cristina Acidini, Presidente della Fondazione Casa Buonarroti e dell'Accademia delle Arti del Disegno, e Alessandro Cecchi, Direttore della Fondazione Casa Buonarroti, propone un percorso originale che approfondisce il legame tra Michelangelo Buonarroti e la città di Bologna, con particolare attenzione ai suoi soggiorni bolognesi e al contesto artistico e culturale in cui si formò nei suoi anni giovanili. 
Il racconto si sviluppa attraverso un percorso che combina opere originali, calchi storici, disegni, libri antichi e documenti d’archivio, offrendo uno sguardo ampio ma analitico sull’evoluzione del genio michelangiolesco.

Il viaggio inizia a Firenze, culla del Rinascimento e città in cui Michelangelo riceve la sua prima formazione artistica. Immerso nel vivace ambiente culturale promosso da Lorenzo il Magnifico, il giovane artista si confronta con la scultura classica, lo studio anatomico e la tensione espressiva del corpo umano. In questa sezione, opere come la Madonna della Scala, scolpita in età adolescenziale e concessa eccezionalmente in prestito dalla Fondazione Casa Buonarroti, raccontano già lo straordinario talento dell’artista. La affianca un prezioso disegno originale, particolarmente significativo per questa fase della vita artistica di Michelangelo. L’influenza di maestri come Jacopo della Quercia è evidenziata attraverso un calco del Tondo Ludovisi e una Madonna con Bambino proveniente dall’Oratorio di San Bernardino a Siena.

Il percorso prosegue con l’arrivo a Bologna nel 1494, a seguito della cacciata dei Medici da Firenze. Qui Michelangelo trova rifugio e riceve una prestigiosa commissione: completare alcune statue per l’Arca di San Domenico. Le sculture del San Procolo, dell’Angelo reggicandelabro e di San Petronio testimoniano la maturità precoce dell’artista e il suo primo confronto con la scultura emiliana. Questa fase segna l’inizio di un dialogo profondo con l’identità artistica della città.
A fare da cornice a questo importante soggiorno è la Bologna dei Bentivoglio, potente famiglia che, tra Quattrocento e Cinquecento, trasforma la città in un vivace centro politico e culturale. La mostra ricostruisce questo scenario attraverso ritratti, opere d’arte, documenti e oggetti d’epoca, delineando un contesto fondamentale per comprendere l’impatto che Bologna ebbe sulla crescita di Michelangelo e sui suoi primi rapporti con il potere.

L’ultima parte dell’esposizione è dedicata al secondo soggiorno bolognese, tra il 1506 e il 1508, quando Michelangelo è chiamato da papa Giulio II per realizzare una colossale statua bronzea del pontefice destinata alla facciata di San Petronio. La statua, oggi perduta, è al centro di una vicenda che riflette il rapporto complesso e appassionato tra l’artista e il pontefice, preludio alla monumentale impresa della volta della Cappella Sistina. La mostra presenterà alcune lettere autografe del carteggio michelangiolesco, preziose testimonianze del suo rapporto con Giulio II, con i familiari, e del clima politico e sanitario del tempo (è qui documentata, infatti, anche la diffusione della peste). Sarà altresì possibile ammirare un disegno originale di Michelangelo, studio per la tomba di Giulio II.
Un ampio programma di attività didattiche accompagnerà l’esposizione, con proposte pensate per pubblici diversi e finalizzate a favorire un incontro diretto e coinvolgente con l’opera di Michelangelo. Il progetto ha già ricevuto il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna, dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Ad anticipare l’apertura della mostra due Affreschi musicali, inedite conversazioni-concerto organizzate in collaborazione con la Fondazione Musica Insieme, che animano le sale di Palazzo Favamercoledì 8 e 22 ottobre alle ore 18.30.

Michelangelo e Bologna rappresenta un’occasione unica per riscoprire il Buonarroti in un dialogo serrato con la città felsinea, attraverso capolavori e documenti che mettono in luce il suo legame con Bologna e il ruolo cruciale che questa ebbe nel suo percorso. Il progetto espositivo, che si arricchisce inoltre della presenza di opere di altri grandi protagonisti del periodo, tra cui Ercole de’ Roberti, Francesco Francia, Lorenzo Costa e Amico Aspertini, si propone come un vero e proprio omaggio corale al Rinascimento italiano e ai suoi intrecci artistici e culturali più fertili.


Maggiori informazioni e aggiornamenti sul sito genusbononiae.it/mostre-eventi/michelangelo-e-bologna

Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni - Via Manzoni 2 - Bologna

Graphic Japan. Da Hokusai al Manga | Museo Civico Archeologico

Per la prima volta in Italia, una grande mostra che racconta visivamente le tappe fondamentali della grafica giapponese in un viaggio che dal periodo Edo (1603-1868) conduce fino ai nostri giorni. Questa la proposta culturale di MondoMostre che, per l’autunno 2025, presenterà in collaborazione con il Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici Bologna, un nuovo capitolo sulla creatività grafica nipponica.

La mostra, che si avvale del patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dell'appoggio del Consolato Generale del Giappone di Milano, si pone in continuità rispetto ai rapporti tra Italia e Giappone approfonditi nel contesto di Expo di Osaka 2025, che si concluderà il 13 ottobre 2025 e di cui Rossella Menegazzo è Responsabile Cultura del Padiglione Italia. Come sua simbolica prosecuzione in Italia, il progetto espositivo ne prende il testimone: Graphic Japan estenderà a Bologna il focus sulla cultura giapponese.

Il progetto di mostra, a cura di Rossella Menegazzo con Eleonora Lanza, nasce da un’esigenza critica coniugata alla curiosità culturale di indagare le ragioni del successo globale della grafica giapponese, connotata da un nesso indissolubile tra segno e disegno che, a partire dalle stampe ukiyoe – le cosiddette “immagini del Mondo Fluttuante” – ha condotto fino ai poster d’artista e ai manga contemporanei.

Il percorso espositivo si articola in quattro grandi sezioni tematiche: Natura, Figure, Segno e Giapponismo contemporaneo con oltre 200 opere stampate in silografia, libri, album, manifesti e mascherine (katagami) per tessuti oltre a oggetti d’alto artigianato, offrendo una narrazione stratificata dell’evoluzione della grafica giapponese che incrocia le arti, dalla calligrafia alla tipografia, dal disegno al design, dalle arti applicate fino alla moda, al cinema, al teatro e al fumetto.

Graphic Japan. Da Hokusai al Manga” presenta i temi e gli artisti più rilevanti delle diverse epoche chiave del percorso evidenziando l’evoluzione del tratto, delle tecniche, dei materiali, dei soggetti, così come il cambiamento d’uso e la capacità di innovare nel solco della tradizione, mantenendo l’essenza visiva riconoscibile propria della cultura del Sol Levante.

Le opere in prestito provengono da importanti istituzioni italiane e giapponesi pubbliche e private, tra cui il Museo d’Arte Orientale “Edoardo Chiossone” di Genova, il Museo d’Arte Orientale di Venezia, Biblioteche civiche e nazionali e da collezioni giapponesi tra cui la Dai Nippon Foundation for Cultural Promotion e la Adachi Foundation.

La mostra prosegue fino al 6 aprile 2026.

Museo Civico Archeologico - via dell’Archiginnasio, 2 - Bologna

Visioni Italiane 2025 | 31ª edizione

XXXI edizione di Visioni Italiane, il “Festival degli esordi” che dal 1994 s’impegna a dare spazio a tutti quei lavori dal formato irregolare che ogni anno vengono realizzati dai giovani autori sul territorio nazionale e che rimangono per lo più invisibili: cortometraggi, documentari, film sperimentali, opere d’esordio in cerca di una distribuzione.

Diversi sono i registi passati da Visioni Italiane e poi approdati al lungometraggio, diventati noti a livello nazionale e internazionale: Gianni Zanasi, Matteo Garrone, Daniele Gaglianone, Gianluca Tavarelli, Paolo Genovese, Pietro Marcello, Luca Miniero, Francesco Amato, Simone Massi, Salvatore Mereu, Francesco Munzi, i fratelli De Serio, Claudio Giovannesi, Matteo Rovere, Sidney Sibilia, Gabriele Mainetti, Filippo Meneghetti, Giovanni Aloi, e tanti altri.

Negli anni Visioni Italiane è diventato un punto di riferimento e un osservatorio privilegiato per scoprire i talenti in erba di giovani registe e registi e per vedere opere d’esordio che faticano a trovare riconoscimento e distribuzione.

Oltre al tradizionale concorso per corto e mediometraggi, sezioni dedicate ai documentari, ai film su tematiche ambientali e alle produzioni emiliano-romagnole e sarde.

Quest’anno particolare attenzione all’animazione con una nuova sezione dedicata, Visioni Animate.

Premi: Novità dell’edizione 2025

Nuovi premi si aggiungono alla già ricca proposta del festival Visioni Italiane: oltre al premio alla Migliore opera, consistente in 10.000€, quest’anno si aggiungono il premio alla Miglior commedia del valore di 10.000€ e il premio al Miglior corto d’animazione consistente in 10.000€ (offerti dalla società Pelliconi)
Istituito anche il premio al Miglior interprete consistente in 1.000€.

Accredito omaggio agli studenti Unibo

Gli studenti e le studentesse dell’Università di Bologna possono partecipare gratuitamente al festival richiedendo l’accredito UniBo!
L’accredito è riservato ai primi 150 studenti UniBo che ne faranno richiesta entro martedì 4 novembre, scrivendo a accreditovisioni@cineteca.bologna.it e indicando nome e cognome e indirizzo e-mail istituzionale (@studio.unibo.it).

L’accredito consente di accedere a tutte le proiezioni dei film in concorso fino a esaurimento posti disponibili. Per accedere in sala occorre ritirare l’omaggio presso l’Ufficio Ospitalità del festival, alla cassa del Bookshop della Cineteca. I possessori dell’accredito avranno diritto al biglietto ridotto per gli Eventi Speciali del festival.

>> Programma completo

Cinema Modernissimo - Via Rizzoli, 1/2 - Bologna

Sisto Sisti | Microcosmo Sinigo

Microcosmo Sinigo di Sisto Sisti (Italia, 1906-1981) ritrae lo stabilimento chimico e il villaggio aziendale della Montecatini a Sinigo (Merano), costruiti nel 1924-1928 L’autore, operaio e fotografo autodidatta di origini emiliane emigrato in Alto Adige, racconta non solo il lavoro, ma anche la vita delle famiglie residenti tra il 1935 e il 1950. Sono numerosissimi momenti privati e vedute del borgo, concepito quasi come una dimora collettiva. Un microcosmo, appunto, con spazi comuni, orti condivisi, bar, cinema, spaccio, scuola e ambulatorio medico. In mostra, oltre seicento immagini, selezionate tra le oltre tredicimila conservate nella Fototeca archivio provinciale di Bolzano, sono proiettate in cinque postazioni tematiche. Una sala ospita l’approfondimento sull’autore, affidato a una intervista filmata alle figlie, a materiali originali e riproduzioni stampate.

Mostra a cura di Alessandro Campaner (Fototeca Archivio Provinciale Bolzano) e Stefano Riba (Foto Forum).

Leggi tutto: www.mast.org/foto-industria-2025-sisto-sisti


Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna - Palazzo Paltroni, dal 7 novembre al 14 dicembre 2025

Orario di apertura: da martedì a domenica 10.00–19.00

Ingresso gratuito senza prenotazione

www.mast.org/foto/industria-2025

www.facebook.com/fotoindustriaBO

In copertina:
Sisto Sisti, I bambini delle colonie elioterapiche al Dopolavoro della Montecatini
Anno 1937/41 - Proiezione, serie Dopolavoro © Fototeca dell’Archivio provinciale di Bolzano / Sisto Sisti

Palazzo Paltroni | Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna - via delle Donzelle 2 - Bologna

Un gradito omaggio ai visitatori di Cersaie 2025!

Il Salone Internazionale della Ceramica per l'Architettura e dell'Arredobagno "Cersaie" ti aspetta in Fiera a Bologna, dal 22 al 26 settembre.

In distribuzione presso l'Info Point di BolognaFiere troverete la Guida di Bologna "Enjoy Tour", la Mappa della Cultura "Enjoy Culture" in lingua italiana, inglese, francese e spagnola e la Mappa Stradale del centro storico "Enjoy Map".

Per 5 giorni le aziende leader provenienti da tutto il mondo sono pronte a incontrare i professionisti internazionali del mondo del design e della progettazione e a svelare in anteprima le future tendenze e soluzioni innovative nel campo delle superfici, dell'arredo del bagno e delle finiture per lo spazio architettonico.

Cersaie propone anche un ricco programma culturale e di formazione ai propri visitatori: i convegni di “costruire, abitare, pensare”, le conversazioni del "Café della stampa", i seminari tecnici e le dimostrazioni di posa della "Città della Posa" oltre a diversi eventi speciali.

Bologna Fiere - Viale della Fiera, 20

CERSAIE 2025: Innovazione, Design e Architettura si danno appuntamento a Bologna  

Dal 22 al 26 settembre 2025, Bologna si conferma capitale mondiale del design e dell’innovazione con la 42ª edizione di CERSAIE, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno. La fiera, ospitata come sempre presso il polo fieristico BolognaFiere, rappresenta un appuntamento imperdibile per architetti, designer, progettisti, rivenditori, aziende e professionisti del settore.

L’edizione 2025 si annuncia tra le più ricche e ambiziose di sempre. Con una superficie espositiva di oltre 155.000 metri quadrati e una presenza già confermata di centinaia di espositori provenienti da tutto il mondo, Cersaie punta a superare i numeri record dello scorso anno. Cuore dell’edizione sarà il manifesto tematico “A space for architectural design”, un invito a ripensare gli spazi dell’abitare attraverso l’incontro tra creatività, tecnologia e sostenibilità.

Tra le principali novità, spicca la riorganizzazione dei padiglioni fieristici, con l’introduzione di nuovi spazi dedicati a materiali innovativi, superfici hi-tech, domotica, soluzioni outdoor e benessere. Tornano anche le aree più apprezzate dal pubblico, come la “Città della Posa”, dedicata a dimostrazioni pratiche sulla posa in opera, e lo spazio riservato alle start-up, pensato per valorizzare le giovani imprese che stanno trasformando il mondo del progetto e della costruzione.

Cersaie 2025 non sarà solo esposizione: il programma culturale sarà ricco di eventi, conferenze e lectio magistralis tenute da architetti e designer di fama internazionale. In collaborazione con l’ADI (Associazione per il Disegno Industriale) saranno assegnati premi al miglior stand e ai prodotti più innovativi del settore bagno e ceramica.

L’evento sarà anche un’occasione per promuovere il Made in Italy nel mondo, grazie alla partecipazione dell’ICE e al supporto di associazioni e istituzioni. Con un forte focus su sostenibilità, economia circolare e tecnologia, Cersaie si conferma non solo vetrina di tendenze ma anche luogo di confronto sui futuri scenari dell’abitare contemporaneo.

Per partecipare è necessario registrarsi online: l’ingresso è gratuito ma riservato ai professionisti. Bologna, città accogliente e dinamica, è pronta ad accogliere visitatori da tutto il mondo per un’edizione che promette ispirazione, business e innovazione.


Per maggiori informazioni, registrazioni e programma completo: www.cersaie.it.

Bologna Fiere - Via della fiera, 20 - Bologna

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