Vincent Peters | Timeless Time

Dal 28 giugno al 1° ottobre 2023 arrivano a Bologna, a Palazzo Albergati, gli scatti del grande fotografo di fama internazionale che ha reso immortali celebrities, brand e campagne pubblicitarie in tutto il mondo.

Timeless Time” è il titolo del viaggio tra gli scatti iconici e senza tempo del fotografo Vincent Peters che presenta una selezione di lavori in bianco e nero in cui la luce è protagonista nel definire le emozioni e raccontare le storie dei soggetti ritratti e della loro intima capacità di riflettere la bellezza. Christian Bale, Monica Bellucci, Vincent Cassel, Laetitia Casta, Penelope Cruz, Cameron Diaz, Angelina Jolie, Gwyneth Paltrow sono solo alcuni dei personaggi famosi i cui ritratti sono esposti a Palazzo Albergati.
Scatti realizzati tra il 2001 e il 2021 da Vincent Peters che, usando un’illuminazione impeccabile, eleva i suoi soggetti a una posizione che spesso trascende il loro status di celebrità.

 

Palazzo Albergati - Via Saragozza, 28 - Bologna

Yvonne Rainer: Words, Dances, Films | MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna

Il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici Bologna è lieto di presentare, dal 30 giugno al 10 settembre 2023, la prima retrospettiva mai dedicata in Italia alla danzatrice, coreografa, regista, teorica e poeta Yvonne Rainer (San Francisco, 1934): Yvonne Rainer: Words, Dances, Films, a cura di Caterina Molteni.

La mostra esplora le relazioni tra la produzione coreografica, filmica e teorica dell'autrice a partire dalla ricostruzione storica della sua transizione dalla danza al cinema.
Nota internazionalmente per aver rivoluzionato il mondo della danza promuovendo negli anni Sessanta un approccio minimalista che trovava ispirazione nel naturale movimento cinetico del corpo e nella gestualità quotidiana, Rainer inizia la sua carriera da regista dal 1972, anno di uscita del primo film Lives of Performers.

Il percorso espositivo è composto da video, film realizzati tra il 1972 e il 1996, recentemente restaurati dal MoMA - Modern Art Museum di New York con il supporto di The Celeste Bartos Fund for Film Preservation, scritti che approfondiscono la produzione teorica, e una sezione dedicata a materiali di archivio che ricostruisce cronologicamente la rivoluzione di Rainer nel mondo della danza newyorkese con documenti provenienti dal Getty Research Institute di Los Angeles.
Se nella performance il corpo assume un ruolo politico perché presentato nella sua inderogabile materialità al di là di qualsiasi finzione narrativa, nei film è l'interiorità umana a trovare spazio nella sua complessità psicologica, diventando il terreno fertile per sollevare questioni politiche collettive.

Yvonne Rainer: Words, Dances, Films è parte di Bologna Estate 2023, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna - Territorio Turistico Bologna-Modena.

 

MAMbo - Via Don Minzoni, 14 - Bologna

43° anniversario Strage di Ustica | Attorno al Museo

Il 27 giugno 2023 ricorre il quarantatreesimo anniversario della Strage di Ustica, che causò la morte di 81 persone in viaggio tra Bologna e Palermo su un DC9 della compagnia Itavia, in una sera di inizio estate del 1980, di guerra aerea, come ricordato dal Giudice Rosario Priore nella sua sentenza ordinanza del 1999.

Per celebrare quest’anniversario l’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica riparte dalle collaborazioni istituzionali nate nel corso degli anni attorno al Museo per la Memoria e attraverso l’invito agli artisti a pensare ad opere originali che prendano spunto dalla strage e dall’installazione permanente di Christian Boltanski.

Per la prossima rassegna di Attorno al Museo, che si svolgerà dal 27 giugno al 10 agosto nel Parco della Zucca, si riparte dall’arte contemporanea con l’invito all’artista francese Thomas Teurlai di realizzare un’opera originale con la curatela di Lorenzo Balbi e la collaborazione del Settore Musei Civici | MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna. L’artista, utilizzando alcuni pezzi del DC9 ITAVIA non inseriti nella ricostruzione del relitto al centro dell’istallazione permanente di Christian Boltanski, con il supporto di alcune camere oscure creerà delle immagini proiettate in grande formato che andranno a creare una sorta di affresco nelle volte del Museo per la Memoria. L’opera da titolo Evidenza di reato resterà visibile dal 27 giugno al 10 agosto nelle giornate di apertura del museo.

Martedì 27 giugno alle 11.30 a Palazzo d’Accursio il sindaco Matteo Lepore incontrerà i parenti delle vittime. L’incontro sarà trasmesso anche in streaming sul canale YouTube del Comune di Bologna.

Alle 21.15 Massimo Cirri ripercorrerà gli atti del convegno Ustica e gli anni ‘80 in un radio-racconto per analizzare il contesto storico e politico in cui ebbe luogo l’abbattimento del DC9 Itavia. Alla discussione parteciperanno Luca Alessandrini, Daria Bonfietti, Fulvio Cammarano, Giuseppe Giulietti e Gianfranco Pasquino. In collegamento video Giuliano Amato e il cardinale Matteo Zuppi. La serata vede la partecipazione con musiche eseguite dal vivo di Roberta Giallo.

Mercoledì 28 giugno andrà in scena lo spettacolo Del coraggio silenzioso di e con Marco Baliani che racconta alcune storie realmente accadute in cui la semplicità degli atti di coraggio silenzioso hanno agito nell’essere umano quasi inaspettatamente senza pretendere alcuna ricompensa.

Mercoledì 5 luglio è invece la volta di Odesa solo piano, concerto di e con il pianista e compositore ucraino Vadim Neselovskyi, in collaborazione con Bologna Jazz Festival. Una suite per piano solo, in dieci movimenti che trasporterà il pubblico in un immaginario tour della città di Odessa.

Le celebrazioni continueranno il 12 luglio con la messa in scena dello spettacolo Ustica: 42+1. Se non ci danno risposte, proviamo a cambiare le domande, una serata di satira e memoria, basata su un gioco con il pubblico a cura del giornalista, conduttore radiofonico e autore televisivo Luca Bottura. Con lui, il sodale Enrico Bertolino, attore e autore milanese che la sera del disastro era un giovane aviere in servizio preso il Monte Venda. La serata vede la partecipazione straordinaria de Lo Stato Sociale e l’inaugurazione di una nuova opera di TVBoy realizzata appositamente per le celebrazioni dell’anniversario.

Venerdì 14 luglio, in occasione del secondo anniversario dalla scomparsa di Christian Boltanski, l’Associazione proporrà al pubblico la proiezione di due film: Luci per Ustica diretto da Luciano Manuzzi e realizzato da Sonne Film in collaborazione con Rai Documentari, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna che racconta della strage, dell’artista francese e del Museo per la Memoria e L’archivio dei battiti del cuore, prodotto da Report-Rai Tre, con la regia di Alessandro Spinnato, un viaggio nella memoria che unisce Bologna a Teshima, una remota isola nel sud del Giappone dove Christian Boltanski ha realizzato un museo che archivia i battiti del cuore.

L’appuntamento successivo è previsto per il 19 luglio, con lo spettacolo originale dal titolo Il linguaggio degli oggetti realizzato in collaborazione con Ateliersi, che prende spunto dalla scrittura di Daniele Del Giudice e dalle riflessioni che lo scrittore esplicita a partire dall’installazione realizzata nel 1996 per la Triennale di Milano dove al centro viene posto il tracciato del DC-9 Itavia inabissatosi il 27 giugno 1980 nelle acque tra Ponza e Ustica, a cui già aveva dedicato il testo Unreported inbound Palermo.

Il 26 luglio spazio alla musica con Istantanee di volo, concerto in collaborazione con il Conservatorio Giovan Battista Martini di Bologna. Gli allievi del Conservatorio realizzeranno per l’occasione delle composizioni originali partendo dagli stimoli ricevuti del Museo per la Memoria di Ustica.

La rassegna si chiuderà come da tradizione il 10 agosto con la Notte di San Lorenzo, con il ritorno nel Parco della Zucca di Teatro Valdoca e della poetessa Mariangela Gualtieri con un rito sonoro originale che parte delle odi inedite composte proprio per il film Luci per Ustica.

Tutti gli spettacoli si terranno alle 21.15 e saranno a ingresso gratuito.

Nelle serate del 27 giugno e del 5, 12 e 14 luglio alle 20 spazio alla solidarietà con La Memoria a tavola. Cucine Popolari in collaborazione con il Centro Antonio Montanari proporrà alcuni piatti da consumare nel parco della Zucca il cui ricavato andrà a sostenere iniziative benefiche.

Parco della Zucca - Via di Saliceto, 3/22 - Bologna

Corte Isolani

Si chiama così questo breve ma suggestivo percorso fatto di piccole corti, che collega Palazzo Isolani con Casa Isolani, quindi con due ingressi: uno da via Santo Stefano tramite Palazzo Isolani praticamente di fronte alla Basilica e uno da Strada Maggiore attraverso Casa Isolani.
Palazzo Isolani: costruito alla metà del XV secolo da Pagno di Lapo Portigiani, fiorentino di Fiesole, con uno stile quasi di transizione tra influenze gotiche e rinascimentali toscane.
La facciata è divisa in due ordini orizzontali ben distinti, con gli archi a tutto sesto del portico sostenuti dai capitelli corinzi delle colonne e le sovrastanti finestre monofore a ogiva.

Sull’altro lato della Corte, all’ingresso su Strada Maggiore, ci sono le altissime travi in quercia del portico di Casa Isolani (9 metri) che reggono il terzo piano del palazzo dando anche un forte slancio visivo alla facciata. Esempio magnifico di edilizia Bolognese porticata del XIII secolo.

Curiosità: i portici a Bologna divennero obbligatori con uno statuto comunale del 1288, con la caratteristica di dover sorgere su terreno privato ma di essere di uso pubblico, norma questa già esistente da tempo, come testimoniano alcuni documenti del primo ‘200.

La Basilica di Santa Maria dei Servi

La Basilica di Santa Maria dei Servi caratterizza la parte centrale di Strada Maggiore, con lo spiazzo che si apre davanti al sagrato, delimitato da un arioso portico con colonne in marmo sui quattro lati. Costruita alla fine del XIV secolo con pianta a tre navate, questa basilica custodisce numerose opere d’arte, tra le quali la splendida Madonna in trono di Cimabue, un grande dipinto a tempera e oro su tavola, oltre a lavori di Vitale da Bologna, Lippo di Dalmasio, Angelo di Michele (il Montorsoli) con la sua bella pala in marmo sull’altare maggiore e altre opere di scuola bolognese tra XVI e XVIII secolo. A completare l’edificio si affianca il campanile alto 52 metri.

L’attività musicale rende ancora più viva la Basilica, con un calendario di concerti che si rinnova ogni anno (musicaiservi.it) e per i quali viene spesso coinvolto anche l’organo a canne Tamburini posto sulla parete sinistra.
Lungo il portico esterno di Strada Maggiore che affianca la Basilica, ogni anno, da metà novembre a fine dicembre, si svolge l’Antica Fiera di Santa Lucia, un antico mercato che nel tempo si è trasformato in un mercatino di Natale che ha radici in una storia lunga oltre quattro secoli.

Le Due Torri: Asinelli e Garisenda

Conosciute nel mondo, le Due Torri sono l’altro simbolo di Bologna insieme al Nettuno, e certamente erano anche il riferimento visivo che svettava davanti agli occhi dei viaggiatori in arrivo. Esistono da quasi novecento anni: costruite già in pietra agli inizi del XII secolo all’ingresso in città dalla via Emilia e dalla via Ravegnana, che collegava direttamente con Ravenna.

La torre degli Asinelli deve il nome alla famiglia che la fece costruire. Alta ben 97,2 metri aveva ben poche rivali in misura all’epoca. La sua attuale pendenza origina uno strapiombo di 2,23 metri e la cima è raggiungibile tramite una scalinata di 498 gradini: la fatica della salita viene però ricompensata da una vista e un paesaggio che colpirono anche Goethe, che scrisse le sue impressioni nel celebre Viaggio in Italia negli appunti dedicati al suo soggiorno a Bologna.

Anche la torre Garisenda prende il nome dalla famiglia nobiliare che la fece erigere. Già poco dopo la sua costruzione l’inclinazione era talmente forte che si ritiene fu interrotta l’edificazione e addirittura, nel XIV secolo, furono demoliti circa 12 metri portando l’altezza agli attuali 48 metri circa. Dante Alighieri la vide quando ancora era integra e non abbassata e la paragonò al gigante Anteo chinato a sovrastare lui e Virgilio nel XXXI canto dell’Inferno.
Lo strapiombo dell’inclinazione è di ben 3,4 metri circa rispetto alla base.

La Fontana del Nettuno

Uno dei simboli di Bologna. La statua è opera del fiammingo Jean de Boulogne (1529-1608) diventato per tutti Giambologna. Il modello originale per la lavorazione della statua è esposto nel vicino Museo Civico Medievale.
L’opera è nata per volere del legato del Papa Bartolomeo Cesi, che nel 1563 chiamò a Bologna il palermitano Tommaso Laureti, per affidargli il compito di ideare la fontana. Laureti si rivelò decisivo: oltre a chiamare Giambologna per l’esecuzione della statua del Nettuno, curò tutto il complesso impianto idrico per fare arrivare l’acqua, elaborò l'iconografia mitologica ideò le parti decorative, come testimoniano i suoi disegni oggi conservati in alcuni musei europei.

Curiosità: il Nettuno di Bologna ha ben quattro repliche nel mondo: a Palos Verdes in California; a Laeken, sobborgo di Bruxelles; a Batumi, città della Georgia sul Mar Nero e infine all’esterno del museo navale di Kure (il Yamato Museum) vicino a Hiroshima in Giappone. Il tridente impugnato dal Nettuno del Giambologna è diventato anche il simbolo della Maserati Auto, che è nata a Bologna e solo dopo si è trasferita a Modena.

Museo Civico Archeologico | Giornate Europee dell'Archeologia

Il Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici Bologna partecipa alle Giornate Europee dell'Archeologia che si svolgono dal 16 al 18 giugno 2023.

L'iniziativa, coordinata e promossa dall'Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva, dal 2019 ha aperto le porte alla comunità internazionale invitando i luoghi della cultura ad organizzare attività volte a promuovere il patrimonio archeologico e far conoscere il lavoro dell'archeologo.

In linea con lo spirito della manifestazione, animata dalla volontà di mantenere vivo il dialogo con il pubblico attraverso eventi culturali e iniziative a carattere divulgativo e didattico che diano risalto a progetti e attività archeologiche in corso, il Museo Civico Archeologico di Bologna presenta due appuntamenti nella giornata di venerdì 16 giugno: "Bononia racconta" la pubblicazione online di un nuovo scenario dedicato al Lapidario romano del museo sul portale "Storia e Memoria di Bologna" e dalle ore 10.30 "Cantiere aperto: quando le scienze incontrano la storia", incontro con la ricercatrice bioarcheologa Giulia Riccomi nell'ambito di un cantiere aperto di analisi su scheletri etruschi provenienti dal sepolcreto della Certosa.

Orari di apertura
Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica, festivi ore 10-19
Chiuso martedì non festivi

Ingresso
Intero € 6 | ridotto € 4 | gratuito possessori Card Cultura

 

Museo Civico Archeologico - Via dell'Archiginnasio, 2 - Bologna

Gli Assiri all’ombra delle Due Torri | Musei Civici d’Arte Antica

Il Museo Civico Medievale di Bologna è lieto di ospitare nella Sala del Lapidario la mostra Gli Assiri all'ombra delle Due Torri. Un mattone iscritto della ziggurat di Kalkhu in Iraq e gli scavi della Missione Archeologica Iracheno-Italiana a Ninive, visibile dal 14 giugno al 17 settembre 2023.

L'iniziativa espositiva, a cura di Nicolò Marchetti, è promossa da Settore Musei Civici Bologna | Musei Civici d’Arte Antica, King Abdulaziz Chair for Islamic Studies | Alma Mater Studiorum - Università di Bologna e Missione Archeologica Iracheno-Italiana a Ninive in occasione della restituzione all'Iraq di un oggetto mesopotamico sequestrato in Italia da parte del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara. Si tratta di un mattone cotto del re assiro Salmanassar III (858-824 a.C.) con un'iscrizione cuneiforme che ne rivela la sicura provenienza dalla ziggurat (tempio-torre a gradoni) dell'antica Kalkhu (moderna Nimrud), la prima capitale dell'impero neoassiro, distrutta nel 2016 dall'iconoclastia dell'ISIS.

36 repliche al vero di sigilli e cretule neoassiri e di testi cuneiformi provenienti dal progetto di scavo nel mega-sito di Ninive, che si estende su 750 ettari con 12 km di mura, sono state scelte per raccontare storie antiche e moderne.
Tra queste è presente la riproduzione del mattone del re assiro Salmanassar III proveniente dalla ziggurat dell’antica Kalkhu sequestrato dai Carabinieri. Esso apparteneva a un monumento distrutto nel 2016 dai bulldozer dell'ISIS, pertanto il ritorno all'Iraq di un elemento architettonico di una struttura andata perduta rappresenta un elemento importante anche sul piano simbolico.

Sono inoltre esposti anche due frammenti di rilievi palatini della metà del VII sec. a.C. scoperti dalla missione italiana nel 2022 nel Palazzo Nord di Assurbanipal e un ulteriore frammento dalle collezioni del Museo Archeologico di Venezia, pressoché identico agli altri due e anch’esso proveniente dall'acropoli di Ninive.

Il percorso espositivo si completa con l'allestimento nella Sala delle Arche, all'interno della collezione permanente del museo, di tre sculture realizzate dagli artisti contemporanei di origine irachena Baldin Ahmad, Resmi Al Kafaji e Qassim Alsaedy, che da oltre quarant’anni vivono in esilio in Europa e hanno unito le loro ricerche e comuni vicende biografiche nel progetto espositivo itinerante Two Shores (Due Sponde).

Museo Civico Medievale, Sala del Lapidario - Via Alessandro Manzoni, 4 - Bologna

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